231* 29 novembre 2020
Se chiedessimo alle nonne come abbiano fatto ad arrivare alla loro età in salute, a risolvere piccoli problemi pratici, aggiustare o migliorare la quotidianità in genere facendo attenzione a risparmiare, inizierebbero a raccontare aneddoti e rimedi “infallibili”.
In certe occasioni questi possono essere “miracolosi”, tanto che gli esperti del caso specifico possono consigliarli.
Per i fastidi dovuti alle “farfalline del cibo”, non vengono a mancare quelle che sono le soluzioni che provengono da “scoperte” o invenzioni antiche, tramandate da generazione a generazione.
Soprattutto un tempo, quando non c’erano alternative professionali, sfruttare la fantasia era l’unico modo per tentare di difendersi dagli infestanti.
Alcune strategie possono essere inutili e non raggiungono lo scopo sperato. Talvolta i metodi prevedono l’uso di sostanze difficilmente da reperire o pericolose per la manipolazione.
Quanto segue, quindi, ha solo il fine di dare eventuali spunti e soddisfare qualche curiosità o, talvolta, suscitare qualche sorriso… malinconico.
I Rimedi della nonna contro le “farfalline del cibo”
Le “tarme del cibo, della farina, della past” o Tignole sono delle piccole farfalline scure che arrivano con il caldo. Si trovano nelle dispense poiché si alimentano di cibi come farina, pasta, cereali, biscotti… Amano vivere in ombrosità e in ambiente caldi come le cucine, ideali per la loro proliferazione.
In loro presenza è necessario controllare con molta attenzione i pacchi di pasta, farina, cereali, biscotti, cacao… per capire se nel contenuto ci siano piccole formazioni, simili a delle ragnatele, le uova che si trasformeranno in larve.
Oppure, se ci siano piccoli vermetti bianchi, dalla testa scura.
Se l’alimento presenta quelle caratteristiche, è necessario gettarlo, isolandolo in tal modo dal cibo “sano”.
Dopo aver svuotato la dispensa bisogna passare su tutto il perimetro l’aspirapolvere, insistendo sui bordi, negli angoli e nelle cerniere. Anche quanto raccolto con l’aspirapolvere deve essere gettato sigillato in modo che non vada a contaminare altri cibi.
È utile lavare il mobile con una miscela naturale composta da aceto tiepido e succo di limone.
Non bisogna mescolare le confezioni nuove con quelle vecchie e si deve tenerle tutte chiuse.
Utilizzare l’alloro ponendolo in alcune zone della cucina, il suo odore terrà lontano le Tignole. Oppure inserendo i chiodi di garofano in un’arancia, usare olii essenziali di lavanda, menta, citronella o eucalipto imbevendo battuffoli di cotone.
Rivolgersi ad un disinfestatore professionista potrà chiarire dubbi e dare consigli importanti.
In alcuni contesti, la disinfestazione professionale ed il monitoraggio con apposite trappole ad attrattivo al feromone si rende talvolta necessaria.
Vuoi saperne di più? Scrivici senza impegno!