1268* 01 aprile 2025
Qualche settimana fa, l’EMA (European Medicines Agency) ha autorizzato all’utilizzo e alla commercializzazione Ixchiq, il primo vaccino contro la Chikungunya, malattia tropicale ampiamente diffusa in America Latina, Africa Centrale e Asia Orientale trasmessa dalle zanzare del genere Aedes, tra cui anche la comune zanzara tigre.
Attualmente la malattia è assente nel territorio italiano ma la zanzara tigre è stata il vettore di epidemie di casi autoctoni nel 2007 in Emilia Romagna e 2017 in alcuni comuni del Lazio e della Calabria.
La chikungunya è sotto sorveglianza dall’Istituto Superiore di Sanità al fine di evitarne una nuova diffusione nel nostro territorio.
È una malattia virale che si trasmette principalmente attraverso le punture delle zanzare Aedes aegypti e Aedes albopictus infette dal virus CHIKV. Nella maggior parte dei casi (3-28%) la malattia decorre in maniera del tutto asintomatica, negli altri casi si manifesta dopo 1-12 giorni di incubazione con febbre elevata e intensi dolori articolari diffusi (quelle più interessate sono quelle delle mani e dei piedi) da cui deriva il nome chikungunya, che in lingua swahili significa “ciò che curva” o “contorce”; sintomi meno comuni comprendono invece congiuntivite, cefalea, mialgie, nausea, vomito e rash maculopapulare che interessa tronco, volto e anche palmi delle mani e dei piedi.
In una percentuale variabile (5-80%) i dolori alle articolazioni possono perdurare mesi o anni dall’infezione acuta.
La diagnosi si ufficializza con la ricerca del virus o di anticorpi specifici in campioni di sangue.
Non esistono trattamenti antivirali specifici e le cure si focalizzano primariamente nell’alleviare i sintomi.
Ixchiq è un vaccino a virus vivo attenuato del virus CHIKV a singola dose iniettabile per via intramuscolare. Attualmente non esistono indicazioni su eventuali richiami. Può essere somministrato in tutti i soggetti adulti a partire dai 18 anni compiuti. Il vaccino è indicato principalmente per i viaggiatori internazionali diretti nelle aree dove il virus è endemico, specialmente nel caso di lunghi viaggi o ricorrenti. Il vaccino può essere considerato anche per itinerari di breve durata nel caso in cui si abbiano viaggiatori particolarmente a rischio di sviluppare complicanze: età superiore ai 65 anni o presenza di particolari condizioni di rischio come diabete, malattie cardiache, ipertensione e presenza di malattie articolari.
La trasmissione verticale di CHIKV wild-type da individui in gravidanza con viremia al momento del parto è comune e può causare una malattia da CHIKV potenzialmente fatale nei neonati.
Non è noto se IXCHIQ sia escreto nel latte umano. Non si può escludere un rischio per il bambino allattato al seno. Gli studi sugli animali non hanno indicato effetti nocivi diretti o indiretti sull’allattamento.
Dagli studi di fase I e III gli affetti avversi più frequenti che si sono verificati sono stati dolorabilità (10,8%) e dolore (6,1%) per quelli locali, mentre cefalea (32%), affaticamento (29,4%), mialgia (23,7%), artralgia (16,6%), febbre (13,8%) e nausea (11,4%) quelli sistemici. Si sono verificate inoltre alterazioni di parametri di laboratorio: neutropenia (41,8), leucopenia (31,2%), linfopenia (22,3%), incremento delle ALT (15,5%) e delle AST (11,7%).
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